La mia azienda deve dotarsi di un DPO?

04 settembre 2017
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Il nuovo Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali sarà attivo tra meno di un anno con una ampia serie di novità. Tra le più importanti troviamo l’introduzione della figura del Data Protection Officer (o semplicemente DPO) che avrà il compito di vigilare sulla corretta applicazione del regolamento da parte di enti e aziende.

Il GDPR 16/679 stabilisce l'obbligatorietà di questa figura nella Pubblica Amministrazione e negli enti pubblici. Leggermente diversa la situazione nel settore privato, in cui il DPO sarà obbligatorio per tutte le aziende che effettuano monitoraggio regolare e sistematico di dati su larga scala come attività principale, oppure se le attività principali del titolare o del responsabile consistono nel trattamento su larga scala di categorie particolari di dati (quelli che oggi chiamiamo dati sensibili) o di dati giudiziari.

Dal 25 maggio 2018 il Data Protection Officer interesserà migliaia di imprese del nostro Paese che saranno obbligate a individuare le persone adeguate a ricoprire tale figura investendo anche le risorse adeguate. Un ruolo estremamente rilevante per le aziende, abbiamo detto, non solo perché sarà il punto di riferimento dell'impresa per quanto riguarda la privacy e il trattamento dei dati, ma anche perché sarà il vero e proprio punto di contatto con il Garante.

L’Autorità per la Privacy ha elaborato una scheda precisa che spiega chiaramente come le mansioni di questa figura non comprendano solo la consulenza ma soprattutto le funzioni di controllo. Dall’altra parte saranno i responsabili dell'organizzazione a fornire al Data Protection Officer le risorse idonee a svolgere le sue attività (art. 37) e in nessun caso il professionista potrà incorrere in condizionamenti o stigmatizzazioni nell'esecuzione dei suoi doveri. Ultima cosa importante: il DPO non dovrà avere conflitti di interesse con altri incarichi.

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