Bisogna agire cum grano salis, né troppo per un verso, né troppo nell’altro. Serve un bilanciamento.
Usare l'intelligenza artificiale bilanciando gli interessi di tutti
Se a Tommasino insegni che può fare le sporcaccionate, è difficile che smetta di farle…
È difficile far disimparare qualcosa all’AI. Perché? Te lo spiego con un esempio: Tommasino è un bravo bambino che, a un certo punto, scopre le sporcaccionate. Spia le ragazze in palestra, guarda sotto le gonne, si nasconde nel bagno delle femmine… insomma, Tommasino è un po’ – anzi, molto - bricconcello. Un giorno, il padre lo coglie in flagrante mentre spia la vicina in camera da letto e invece di spiegargli che non si fa, gli dà una pacca sulla spalla e la butta sul ridere. Tommasino impara che spiare la vicina è una cosa che si può fare senza troppe conseguenze. Il giorno dopo, si piazza alla finestra e di nuovo spia la vicina in camera da letto. Sua madre lo scopre, si arrabbia e gli spiega che non si fa. Tommasino ora sa che spiare la vicina non è corretto, ma le sporcaccionate gli piacciono… è difficile smettere una volta iniziato. Così aspetta che la madre esca per ricominciare a spiare…Certi sistemi di intelligenza artificiale sono come Tommasino
Se ci pensi, il paragone con l'uomo è calzante. Anche noi, una volta che abbiamo imparato dei brutti comportamenti, facciamo molta fatica ad apprendere quelli corretti.
La difficoltà nell'educazione delle persone, dei ragazzi, dell’uomo è molto simile alla difficoltà che abbiamo con i Large Language Model (LLM).
La grande differenza è che l'uomo non possiamo resettarlo, non possiamo tagliarli una porzione di cervello. Ma l’AI sì.
La matematica degli LLM in molti casi ci potrebbe permettere di ripartire da una certa porzione di apprendimento - senza dover rifare tutto da capo, perché il problema è quello – e di modificare il sistema perché acquisisca le informazioni corrette.
Non parlo di correttivi, ma di informazioni corrette.
Il problema è che questa è una capacità estremamente costosa.
I produttori di LLM – alcuni perché non sono in grado, altri perché costa troppo sotto il profilo energetico ed economico – non lo fanno.
E quindi?
Non possiamo accettare che l’AI sia senza controllo
Se l’AI viaggia senza controllo, cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo accettare, come società, che sulle nostre strade girino dei camion senza assicurazione e con le ruote lisce, perché la tecnologia deve andare avanti?
Oppure, dobbiamo imporre delle regole affinché i camion e gli autoveicoli che girano per le strade abbiano un minimo di dotazione? Che è più costoso, ci mancherebbe, ma renderebbe tutti più tranquilli.
Secondo me, anche se costa, non possiamo permetterci di avere in giro dell’AI allo stato brado. Però l’AI serve. E qui si apre un dilemma.
Il dilemma di chi deve scegliere il sistema di intelligenza artificiale
Non possiamo permetterci di non usare l’AI in azienda. D’accordo. Ma non possiamo neanche permetterci di usarne una su cui non c’è controllo.
Questo è il grande dilemma.
E quando scegliamo di usare l’intelligenza artificiale, dobbiamo riuscire a fare scelte che non siano di pancia… E invece tutti lì a seguire i Tiktoker, gli influencer, che dicono: “Provate queste cosa, che è bellissima!”, come le sirene dell’Odissea, hai presente?
Ma poi dove finisci?
Sul primo scoglio che ti distrugge la nave.
E allora sì, che vedi gente caricare di tutto su ChatGPT, senza avere un’idea di dove finiscano e di come vengano usate…
Ma di questo parlerò nel prossimo articolo, perché capire quale AI scegliere richiede un approfondimento a parte.
Quindi, sai come si dice in questi casi, no?
Stay tuned!
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