Come scegliere un consulente privacy?

09 luglio 2018Ultimo aggiornamento 13 novembre 2019
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Con l'entrata in vigore del GDPR 16/679 tutte le organizzazioni europee pubbliche e private si trovano di fronte a nuove regole, adempimenti e scadenze che non sempre possono essere gestite con facilità. Il focus di ogni impresa è chiaramente sullo sviluppo e sulla vendita di prodotti e servizi, pertanto diverse realtà potrebbero scegliere di avvalersi di una consulenza esterna per la gestione degli adempimenti previsti dal Regolamento Europeo sulla privacy.

Premesso che nessun consulente potrà mai sostituire alcun ruolo e sollevarci dai doveri di proattività e accountability né tantomeno dalle possibili sanzioni, una scelta di questo tipo potrà rivelarsi utile soprattutto se nella nostra organizzazione non è disponibile personale idoneo per esempio a ricoprire il ruolo di DPO o per gestire le attività di marketing.
 
Non sono previsti titoli particolari per erogare consulenza in materia di gestione e protezione dei dati personali e non esiste nemmeno un'abilitazione "ufficiale" per queste figure. Tuttavia gli esperti a cui ci affidiamo dovranno necessariamente possedere precise competenze sul General Data Protection Regulation e dovranno aver effettuato un percorso formativo e professionale che li rendano in grado di evitare al cliente di correre rischi. All'incarico di un consulente esterno sulla privacy va dedicata la stessa attenzione con cui si assume una risorsa interna.

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